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Testimone di ordinaria follia

Sono al telefono con una donna che piange così tanto che non capisco bene cosa dica singhiozzando.
So solo che un mio amico che non vedo da un pezzo l'ha messa alla porta, lei che è venuta dalla Sicilia appositamente per lui. Il motivo non sono riuscito a comprenderlo perché tra pianti e gemiti non ho capito una sola parola.
Quello che so è che adesso lei ha preso la metro con il suo valigione, si sta dirigendo qui e le farò compagnia fino a che un suo amico siciliano (ma che vive a Ostia) verrà a prenderla.
In questo delirio in cui nemmeno dovrei entrare, ma che un antico cavalleresco vizio mi impone invece di prendere in considerazione, noto una sua frase: "non posso vivere senza di lui".
Adesso che, a quest'ora, mi sto vestendo per andare a darle una mano in attesa del fantomatico "soccorso" da Ostia mi chiedo... no lasciamo stare della stupidità femminile ne ho già parlato tanto in passato e ho smesso di chiedermelo....
Eppure mi chiedo... ma dopo che uno ti mette in mezzo a una strada, in una metropoli che non hai mai visto e che non conosci, di sera, con la tua valigia... e che chiami disperata l'unico contatto che t'è rimasto... in cui dici di sentirti male per quanto piangi... ecco in tutto questo... mi chiedo... quando ti sento dire "non posso vivere senza di lui" che faccio quando ti vedo tra poco? Ti offro una cosa da bere per calmarti o ti picchio a sangue finché (forse) non rinsavisci un po'?

Bel dilemma...

Deciderò tra poco... sempre che lei esca viva dalla metro e non decida in quelle condizioni di farci un salto sotto. Scherzo dite? Magari... questo brutto pensiero vagamente plausibile m'è balenato per la mente proprio ora...

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Pubblicato il 22/11/2009 alle 22.25 nella rubrica Diario.

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